
Generalmente ho un giudizio negativo di Repubblica.it, lo reputo alla stregua di ogni altro giornale italiano, attaccato alla casta politica, superficiale di conseguenza, inesatto, carente di senso critico, consapevolezza civile, e coraggio necessari a fare – a mio avviso – un giornalismo della realtà e che invece sà di falso. Per non parlare del gossip spregiudicato e delle tante notizie-idiozia che perpetuamente permeano il giornale.
Convinto che anche in Repubblica come in molti altri giornali siano presenti giornalisti ottimi, resto dell’idea che quella descritta poc’anzi sia una linea generale, un zeitgeist editoriale che, nelle piccole e nelle grandi cose finisce per attenuare il tenore di giornalisti seri dediti al proprio lavoro.
Però oggi volevo far notare un articolo ben fatto del giornalista Giuseppe d’Avanzo, (che non conosco e che quindi non posso giudicare) che va in molti aspetti contro la tendenza da me rilevata e appena descritta. Riporta quello che penso anche io della sempre attuale vicenda intercettazioni così cara (o meglio così odiata) dal nostro primo ministro. Ecco il link:


